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Onde di Traube Hering Mayer

Tra i numerosi ritmi corporei, le modulazioni di Traube Hering Mayer (THM) rivestono un fascino particolare. Prendono il nome dai ricercatori che le descrissero verso la fine del diciannovesimo secolo ma solo recenti studi hanno riconosciuto le preziose informazioni cliniche che forniscono.

Sono definite come oscillazioni lente della pressione sanguigna che si estendono su più cicli respiratori. La pressione arteriosa fluttua ritmicamente con misure che mostrano due picchi, uno alto (15 cicli per minuto) e uno basso (6cpm). L’alta frequenza corrisponde all’onda Traube-Hering, associata alla respirazione ed alla attività parasimpatico vagale. La bassa frequenza, onda di Mayer, è legata ai barocettori e chemocettori nel seno carotideo e arco aortico controllati sempre dal nervo vago.
L’onda THM è pertanto un fenomeno fisiologico complesso che esprime la massima coerenza del sistema cardio-respiratorio.

L’elemento che maggiormente incuriosisce è la relazione tra le oscillazioni THM e la percezione manuale dei movimenti tissutali. E’ stato proposto che le variazioni cicliche della pressione arteriosa e del volume (onde THM) possano causare variazioni corrispondenti nel volume e nella forma ai tessuti fasciali che circondano i vasi. Queste variazioni possono essere apprezzabili a livello palpatorio definendo ciò che in osteopatia si chiama, forse impropriamente, ritmo cranio sacrale (CRI).

Gli strumenti di misurazione (PPG) presentano il ritmo delle fluttuazioni sincrone THM nello spettro di potenza dell’HRV (variabilità cardiaca) intorno al picco 0,12Hz. Atleti in super-salute esprimono potenze molto elevate dell’onda THM, soggetti non circadiani o con bassa modulazione orto-parasimpatica non manifestano tali onde.

La terapia manuale osteopatica, così come pratiche respiratorie con Biofeedback, integrano ed armonizzano i ritmi corporei potenziandoli.